GLI ALIMENTI CHE NON VANNO IN FRIGORIFERO

di Carla Lertola, medico specialista in Scienze dell’Alimentazione e fondatrice dell’associazione Robin Food

Essicazione, salatura e refrigerazione sono i vari metodi utilizzati fin dall’antichità per aumentare la conservabilità degli alimenti. Tra tutti, quello che altera meno le qualità organolettiche dei cibi è la refrigerazione. L’invenzione e il successivo avvento del frigorifero sono stati, senza dubbio, una svolta. Nonostante ciò esistono alcuni alimenti a cui il freddo “non piace” e che “stanno meglio” a temperatura ambiente.

Eccoli:

  • BASILICO: nel frigorifero le foglie appassiscono. Per conservarlo al meglio, una volta tagliato, mettetelo in un bicchiere pieno d’acqua o surgelatelo.
  • PATATE: a causa delle basse temperature l’amido contenuto si trasforma in zucchero e, quindi, se conservate in frigorifero, diventano dolci.
  • CIPOLLA e AGLIO: in frigorifero si ammorbidiscono, perdono umidità e possono addirittura ammuffire.
  • ZUCCA: per conservarla fino a 2 mesi il luogo ideale dove tenerla è la dispensa.
  • POMODORO e AVOCADO: in frigo non maturano ma, anzi, tendono a diventare “pastosi” e il loro sapore diminuisce. La migliore conservazione per l’avocado? In un sacchetto di carta assieme a mele e banane che ne accelerano la maturazione.
  • FRUTTI di BOSCO: marciscono velocemente in ambiente freddo umido quindi non riponeteli in frigorifero.
  • AGRUMI: tutti, ad eccezione del limone, vanno tenuti a temperatura ambiente per non rischiare che diventino amari.
  • BANANE: con il freddo marciscono prematuramente perdendo sapore.
  • SALSE PICCANTI: possono essere tranquillamente conservate a temperatura ambiente per 3 mesi.
  • MIELE: con il freddo eccessivo cristallizza. Per tale motivo la miglior conservazione è in credenza, in un barattolo ben chiuso.
  • CAFFÈ: in frigorifero perde il suo aroma caratteristico e assorbe gli odori degli altri alimenti.
20/03/2020