ARTROSI DI ANCA E GINOCCHIO: I VANTAGGI DELLA CHIRURGIA ROBOTICA

A cura del dottor Patrizio Caldora, primario di chirurgia robotica protesica

L’artrosi è una patologia degenerativa a carico delle articolazioni, soprattutto quelle portanti come anca e ginocchio. Può essere primaria, su predisposizione congenita, oppure secondaria ad altre patologie come fratture, interventi pregressi. Le persone con artrosi avanzata sono in notevole aumento, data la maggiore longevità della popolazione, e di conseguenza le indicazioni chirurgiche di protesi articolari. Nel momento in cui insorge, l’artrosi causa un dolore altalenante, periodico, che diventa poi costante quando l’articolazione si usura, e intenso, alterando la capacità della persona di camminare, fare le scale, praticare sport e svolgere le proprie attività quotidiane.

Il punto di partenza per la diagnosi è la visita ortopedica con le radiografie sotto carico della articolazione interessata. Con questi elementi iniziali, il medico valuterà il singolo caso, formulando una diagnosi definitiva con relativo trattamento, o prescriverà accertamenti strumentali di secondo livello (TAC, RMN, EMG) per conoscere il grado di severità della patologia oppure escluderà altre patologie che talvolta possono simulare un dolore articolare come ad esempio una sciatica atipica.

Spiega il dottor Patrizio Caldora, primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Robotica Protesica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano: “Nella fase iniziale e moderata, la terapia suggerita è sempre di tipo conservativo e prevede trattamenti medici, terapie fisiche e infiltrazioni. Poi, a seconda del grado di artrosi radiografica e di dolore riferito, del livello di disabilità, ma anche della motivazione che guida il paziente, si può giungere ad una indicazione chirurgica di protesi articolare”.

Oggi l’innovazione in campo chirurgico ha cambiato completamente l’intervento di arto protesi d’anca e di ginocchio. Le operazioni sono sempre meno invasive con risultati sempre più sicuri ed efficaci grazie anche a protesi di nuova generazione. “L’avvento della chirurgia robotica ha dato ai chirurghi un’alternativa alla chirurgia tradizionale, che consente di eseguire l’intervento con estrema precisione, al di là della potenzialità dell’occhio umano, correggendo tutti i difetti anatomici attraverso il corretto orientamento delle  componenti protesiche nello spazio e potendo scegliere le dimensioni esatte delle protesi. I robot ortopedici appartengono alla categoria dei “semiattivi” per cui programmati e operanti sotto il pieno controllo del chirurgo.

In conclusione: Il principale vantaggio dei robot è quello di aiutare il chirurgo attraverso sistemi di controllo che rendono la chirurgia più precisa ed accurata rispetto alle tecniche tradizionali” dice il chirurgo del San Raffaele, che vanta una grande esperienza nell’ambito della chirurgia interventistica robotica, e conclude: “Il paziente avrà un risultato finale più riproducibile e caratterizzato da miglior posizionamento dell’impianto, corretto allineamento e cinematica articolare, risparmio osseo, minor sanguinamento e maggior rispetto delle strutture legamentose dell’arto”.

24/03/2023