Mala tempora currunt. L’allocuzione latina bene descrive i difficili momenti nei quali ci troviamo. Aggressioni, violenze, rapine, risse: non c’è più sicurezza nell’affrontare le strade delle città e anche vivere nei paesi è difficile. L’impunità di cui godono i delinquenti li rende ancor più spavaldi e aggressivi.
Come può il semplice cittadino difendersi e sopravvivere a questo triste stato di cose? La prima difesa e barriera verso tutto questo, sembra strano, ma è rappresentata dai nostri occhi.
Vediamo in che modo.
Per prima cosa l’efficienza dell’apparato visivo: correggere i difetti di vista e vedere bene, con occhiali, lenti a contatto o con un intervento di correzione con il laser. Eliminare la cataratta e, quando possibile, controllare che la retina sia sana e non presenti segni di alterazioni visive da diabete o da altre patologie. Usare le lacrime artificiali per l’occhio secco, che altrimenti porta a eccessiva lacrimazione e visione annebbiata.
Per strada.
Gli occhi umani sono in posizione frontale, derivazione ancestrale per gli animali cacciatori, quindi non adatti a percepire lo spazio che li circonda come avviene, invece, per gli animali predati che hanno gli occhi posti lateralmente. Possiamo allenare lo sguardo con la coda dell’occhio e gettando rapide occhiate posteriormente e lateralmente. Aiutandosi anche con la percezione uditiva di passi e rumori alle spalle.
Percorrere il marciapiede possibilmente rasente alle abitazioni: un lato sarà facilmente protetto semplicemente girandosi con la schiena rivolta al muro. Tenere le borse sul medesimo lato; queste e gli zaini con le zip sempre ben chiuse.
Di sera evitare le strade poco illuminate e deserte. Preferire la presenza di più persone, evitando, però, i gruppi di ragazzi dall’atteggiamento agitato. Uscire in compagnia e non da soli.
Adottare una vista percettiva per lontano, nel senso di guardare in fondo alla strada e il più lontano possibile, individuando in anticipo situazioni di pericolo. Localizzare locali o esercizi commerciali dove eventualmente introdursi velocemente.
Avere un atteggiamento dissuasivo. Sembra banale ma non lo è osservando il comportamento delle persone. Evitare l’uso di cuffie: isolano dalla percezione del mondo esterno; non indossare oggetti di valore che siano vistosamente individuabili. Tenere il cellulare nascosto in tasca, (non quella posteriore dei pantaloni, che è un invito al furto senza neppure tanta destrezza) e non penzolante di lato con una flebile cinghietta. Alcune marche hanno dei sistemi di avviso automatico per le forze dell’ordine: ad esempio premendo cinque volte il tasto laterale.
Tornando a casa tenere le chiavi già a disposizione, con quella del portone tra le dita. Verificare che non ci siano persone sospette vicine e assicurarsi della chiusura del portone.
Sui mezzi pubblici.
Ai tornelli e sulle scale mobili controllare, con la coda dell’occhio, che dietro non ci siano persone troppo vicine e attaccate ed eventualmente farsi di lato per farle passare avanti.
Analogo discorso in attesa del mezzo, come per strada. Una volta saliti lo zaino è meglio tenerlo a mano in basso, tra le gambe. Sedersi o cercare spazio vicino alle pareti per appoggiare la schiena. Guardare le persone con attenzione, piuttosto che immergersi nel cellulare dando l’idea di essere distratti. Cercare di mantenere, se possibile, distanza dagli altri viaggiatori e notare se le mani sono visibili o nascoste da giacche o altro.
Dissuasori ed elementari mezzi di tutela possono essere lo spray al peperoncino, allarmi sonori a pressione e piccole torce a led dalla potente luce abbagliante. Il meglio sarebbe seguire qualche corso di difesa personale, più che altro per allenarsi a prevedere e a neutralizzare le mosse dell’avversario.
Ricordare che i malintenzionati sfruttano soprattutto l’improvviso effetto sorpresa ma se vedono che c’è già un’attenzione e un’allerta da parte della vittima, s’indirizzeranno altrove.
In auto.
Anche se dà già una maggior sensazione di protezione, non bisogna mai abbassare la guardia. Chiudere le sicure delle portiere, se non automatiche; regolare gli specchietti, quello interno e i laterali e controllare che non ci siano sospetti nel loro campo visivo; mettere borse e zaini sul pavimento o dietro il sedile; lasciare il cellulare a portata di mano, ma non visibile. Può essere utile per registrare video di chi si avvicina e per chiamare i soccorsi.
Guidare con attenzione e lo sguardo lungo, ben oltre chi ci precede, prevedendo comportamenti strani.
Controllare spesso il traffico intorno alla vettura, come scooter che tallonano per troppo tempo. Gli scooteristi normali tendono a divincolarsi rapidamente dal traffico. Un semplice espediente per capire l’intenzione di chi ci segue è quello di fare due volte la rotazione di una rotonda. Se il tragitto è conosciuto fare mente locale di eventuali stazioni di Polizia o Carabinieri, dove indirizzarsi se si ha il sospetto di un pedinamento.
Ovviamente non distrarsi utilizzando il cellulare. La riduzione della concentrazione porta a aumentare il rischio d’incidente di quattro volte, e di dodici volte se si scrive un messaggio.
Nelle code al semaforo lasciare abbastanza spazio con la vettura che precede e verificare intorno con occhio sempre vigile.
dott. Mario Parma 4-1-26