L’inverno è ormai giunto. Stagione per molti poco gradita e che, invece, è ricca di opportunità e motivo di maggior introspezione e riflessione personale. L’occhio deve adattarsi ai nuovi cambiamenti a causa della riduzione della luminosità giornaliera, ma non solo.
Il freddo e il maggior inquinamento comportano un elevato stress per la superficie oculare, che si manifesta con diversi sintomi: in particolare con bruciori e con un’aumentata lacrimazione, che spesso scende anche sulle guance, espressione di un meccanismo naturale di difesa per scaldare meglio l’occhio. Se ciò è eccessivo e persistente sarà opportuno controllare dal medico Oftalmologo se esiste un problema di alterazione della superficie oculare, come la molto frequente sindrome da occhio secco, piuttosto che un problema di drenaggio lacrimale. Nel qual caso andrà eseguito un sondaggio di pulizia dei canalini lacrimali.
Colliri con acido ialuronico, iperosmotici, sostanze naturali come l’aloe o gel saranno di volta in volta suggeriti dallo specialista in rapporto alle condizioni oculari in presenza di occhio secco.
Il prolungato buio del periodo provoca difficoltà visiva soprattutto per i miopi e nella guida notturna. Un altro buon motivo per verificare se gli occhiali sono ancora validi e non necessitano, invece, di una modifica nella gradazione. Senza dimenticare anche le condizioni di trasparenza e di eventuali graffi presenti sulle lenti. La guida con poca luce amplifica queste condizioni. In auto utilizziamo il climatizzatore anche in inverno, esso consente di ridurre l’eccesso di umidità e l’appannamento dei vetri, migliorando la visibilità e il comfort.
L’utilizzo d’integratori alimentari per potenziare il microcircolo retinico, lenti polarizzate, antiriflesso e antiappannamento riescono a migliorare significativamente questi disturbi.
L’abbagliamento con scarsa luce e fonti luminose concentrate, come i fari delle auto, potrebbe essere causato, nelle persone in età avanzata, da un principio di cataratta piuttosto che da un disturbo della retina centrale chiamato maculopatia. Un esame specifico come la Tac oculare –OCT– riesce a individuare con precisione la causa, la tipologia e lo stadio della maculopatia, che sarà oggetto di terapia mirata da parte del medico oculista.
Se il freddo invernale comporta disturbi all’esterno, anche gli ambienti interni sono soggetti a variazioni microclimatiche indotte dal maggior uso di luce artificiale e dal riscaldamento, oltre che da polvere e allergeni. Mantenere la temperatura non oltre i 20° e un corretto tasso di umidità, maggiore del 45%. Oggi la tecnologia offre una vastissima gamma di soluzioni luminose ed è necessario sfruttarle nel modo corretto. Per gli ambienti domestici più grandi e dove si guarda la televisione: luce soffusa, lampade a temperatura di colore per luce più calda; diverse sorgenti luminose in vari punti della stanza e strisce led di contorno rendono più gradevole il soggiornare e affaticano meno la vista.
Camera da letto con temperatura non superiore ai 18° e buon tasso di umidità gioveranno agli occhi e anche alla respirazione. Per uffici e centri commerciali luce ambiente più fredda, ovvero bianca, senza creare ombre.
I dispositivi elettronici, dal computer al cellulare, dato il minor ammiccamento oculare che inducono, richiedono attente regolazioni mantenendo sempre una retroilluminazione piuttosto contenuta e mai eccessiva e abbagliante. Certamente, nelle precedenti ma anche in queste situazioni, sarà necessario utilizzare sostituti lacrimali e occhiali dotati di filtro antiriflesso e per l’assorbimento della luce blu. Per i senior lenti multifocali business a comfort visivo elevato.
Per chi deve sottoporsi a interventi chirurgici oculari programmabili e non urgenti come la cataratta o la correzione dei difetti rifrattivi, l’inverno è il periodo migliore: meno luce e caldo rendono veloce e più favorevole il recupero funzionale.
Non dimentichiamo l’alimentazione. Sempre privilegiando la stagionalità dei prodotti offerti dalla natura, preferire quelli ricchi di minerali e sostanze che aumentano la visione con scarsa luminosità. Antociani, luteina, zeaxantina, vit.A, vit.E, vit.C, vit.D, zinco ecc. sono presenti in tantissimi alimenti come uova, pesce, frutta e verdura blu e verde, arance e agrumi, mele, frutta secca. Tisane calde di malva e karkadè sono una vera panacea per gli oligoelementi che contengono e contemporaneamente per l’idratazione corporea. Il consumo variato di alimenti consente la più equilibrata assunzione di sostanze utili all’organismo e agli occhi. Per l’uso d’integratori consultare prima il proprio medico, per non incorrere in spiacevoli effetti indesiderati da eccesso.
Per chi può avventurarsi per scoscesi pendii innevati, si raccomanda permanentemente l’uso di occhiali da sole avvolgenti, con lenti di ottima qualità filtranti la luce U.V. e superficie a specchio.
dott. Mario Parma 6-2-2026