Occhio e senescenza: il glaucoma

Senectus ipsa est morbus. (P. Terenzio Afro, II sec. a.C.). La vecchiaia stessa è una malattia.

Il concetto stesso di terza età è, nel corso dell’ultimo secolo appena trascorso, profondamente cambiato. L’aumento della vita media e le migliorate condizioni sociali hanno portato molte persone a essere assolutamente efficienti, dinamiche e lavorativamente produttive, ben oltre la sessantina e la settantina. Non è raro incontrare ottuagenari ancora sulla cresta dell’onda a dirigere aziende, a svolgere lavori delicati o dedicarsi ad attività sportive che molti giovani stentano a perseguire. Il tutto con una capacità mentale invidiabile per presenza, spirito e rapidità di pensiero.

L’apparato visivo non sfugge a questa legge e, data la sua importanza nello svolgimento della quotidianità, è interessante capire quali siano i suoi mutamenti. Non dimentichiamo che la concomitante presenza di altre malattie, appannaggio dell’età avanzata, come il diabete, l’ipertensione arteriosa e malattie neurodegenerative, possono ridurre la funzionalità degli occhi.

Il glaucoma è l’aumento della pressione all’interno dell’occhio, dovuto all’eccessiva quantità di un liquido particolare e limpido, presente solo nell’occhio, la cui funzione è nutrire e mantenere la trasparenza degli organi come la cornea e il cristallino. E’ una malattia cronica e progressiva, dell’età matura, che non presenta sintomi di avvertimento, o disturbi significativi tali da rivolgersi ad un Oftalmologo.

La forma più comune è quella del glaucoma cronico ad angolo aperto, che rappresenta circa l’80% del totale.

Le conseguenze di un glaucoma non curato sono la lenta, graduale e irreversibile perdita della vista. Esistono molte varietà di glaucoma, e la prevenzione è fondamentale per diagnosticare la malattia nelle fasi iniziali, e con le cure adeguate rallentare e impedire la sua evoluzione. Presenta una discreta ereditarietà, e dopo i quaranta anni è bene sottoporsi periodicamente a un controllo del tono oculare e a un esame OCT del nervo ottico. In special modo se è presente qualche famigliare con questa affezione. La terapia è di tipo farmacologico, nella maggior parte dei casi, oppure con vari tipi di laser e interventi chirurgici nelle situazioni più complesse e maligne.

Un particolare tipo di questa patologia è il glaucoma ad angolo chiuso. Pur rappresentando solo il 10% di tutti i glaucomi, è una forma molto grave, la cui manifestazione principale è un dolore acutissimo, intenso e improvviso al bulbo oculare, che si irradia alla fronte e al capo, associato a nausea, insensibile ai comuni antidolorifici. La terapia è d’urgenza e successivamente prevede anche un intervento chirurgico. Solitamente residua un importante calo della vista, irreversibile.

Può essere evitato se in occasione di visite periodiche il medico Oftalmolgo riscontra un angolo stretto a rischio di chiusura. La profilassi con un trattamento Yag-laser, che crea un minuscolo forellino sull’iride, previene ed evita questa invalidante evenienza.

dott. Mario Parma