Ritorno al nido e a scuola: come preparare i bambini
Il ritorno al nido e a scuola rappresenta un momento importante per tutta la famiglia. Per alcuni bambini significa ritrovare compagni e insegnanti; per i più piccoli, invece, coincide con il primo ingresso in una comunità infantile.
La frequenza del nido e della scuola dell’infanzia favorisce la socializzazione, l’autonomia e l’acquisizione di nuove competenze. Allo stesso tempo, la permanenza in ambienti condivisi e il contatto ravvicinato con altri bambini aumentano le occasioni di esposizione a virus e batteri, soprattutto durante i mesi autunnali e invernali.
Raffreddore, tosse, febbre e gastroenteriti possono quindi diventare più frequenti. Questo non significa automaticamente che il bambino abbia difese immunitarie insufficienti: nei primi anni di vita il sistema immunitario è ancora in maturazione e incontra progressivamente molti microrganismi differenti.
Quali vaccinazioni sono consigliate prima dell’ingresso al nido?
Prima dell’inserimento in comunità è importante controllare, insieme al pediatra o al servizio vaccinale, che il bambino abbia ricevuto le vaccinazioni previste per la propria età.
Non è corretto parlare genericamente di “vaccinazioni facoltative”. In Italia esistono vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni raccomandate, incluse nel calendario nazionale e offerte secondo le modalità stabilite dal Servizio sanitario. Per i bambini da zero a sei anni, il rispetto degli obblighi vaccinali costituisce un requisito per l’ammissione al nido e alla scuola dell’infanzia, salvo le eccezioni previste dalla legge.
Il calendario comprende, nei primi mesi di vita, vaccinazioni contro diverse malattie, tra cui difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B, pneumococco, meningococco B e rotavirus. Tempi e modalità devono essere valutati sulla base dell’età e delle condizioni cliniche del bambino.
Per conoscere le indicazioni aggiornate è possibile consultare il calendario vaccinale del Ministero della Salute.
Perché è importante la vaccinazione contro il rotavirus?
Il rotavirus è una causa frequente di gastroenterite nei neonati e nei bambini sotto i cinque anni. Può provocare vomito, diarrea e, soprattutto nei lattanti, una disidratazione anche importante.
La vaccinazione anti-rotavirus:
- viene somministrata per via orale;
- è raccomandata universalmente a tutti i bambini;
- può essere iniziata dalla sesta settimana di vita;
- prevede due o tre dosi, a seconda del prodotto utilizzato;
- deve essere completata entro precisi limiti di età, generalmente entro la ventiquattresima o la trentaduesima settimana di vita.
Per questo motivo è opportuno parlarne con il pediatra fin dai primi controlli, senza attendere l’imminente ingresso al nido.
Perché i bambini al nido si ammalano spesso?
Nidi e scuole dell’infanzia sono ambienti nei quali i bambini giocano vicini, condividono spazi e oggetti e non hanno ancora acquisito completamente le principali regole igieniche.
Le infezioni respiratorie e gastrointestinali possono quindi diffondersi con maggiore facilità attraverso le goccioline respiratorie, le mani, le superfici contaminate e il contatto con secrezioni. Le strutture educative possono ridurre la diffusione delle infezioni attraverso vaccinazioni aggiornate, igiene delle mani, pulizia degli ambienti, ricambio dell’aria e permanenza a casa dei bambini quando sono malati.
Quando è meglio tenere il bambino a casa?
Il bambino dovrebbe restare a casa quando presenta condizioni che non gli consentono di partecipare serenamente alle attività o che potrebbero facilitare il contagio, come:
- febbre;
- vomito o diarrea;
- difficoltà respiratoria;
- marcata stanchezza o irritabilità;
- dolore importante;
- necessità di cure e attenzioni che la struttura non può garantire;
- sintomi di una malattia infettiva per la quale è prevista l’esclusione temporanea.
In presenza di sintomi respiratori o gastrointestinali significativi è prudente evitare la frequenza della comunità e confrontarsi con il pediatra.
Dopo quanti giorni può tornare al nido o a scuola?
Non esiste un numero di giorni valido per tutte le infezioni. Il tempo necessario dipende dalla malattia, dalla sua gravità, dall’età del bambino e dal recupero delle condizioni generali.
In linea generale, il bambino dovrebbe tornare quando:
- non ha più febbre senza l’uso di farmaci antipiretici;
- non presenta vomito o diarrea attivi;
- respira senza particolare difficoltà;
- riesce a mangiare e bere adeguatamente;
- ha recuperato energie sufficienti per partecipare alle attività;
- sono rispettate le disposizioni della struttura e le eventuali indicazioni sanitarie.
Per alcune malattie infettive possono essere previsti periodi specifici di esclusione o ulteriori precauzioni. Le regole possono inoltre variare in base alla normativa regionale e al regolamento del nido o della scuola. In caso di dubbio, la decisione deve essere condivisa con il pediatra.
Riportare il bambino in comunità quando è ancora molto debilitato può rendere più difficile la convalescenza. Non è però necessario prolungare automaticamente l’assenza quando il bambino è guarito, sta bene ed è in grado di riprendere le normali attività.
Come ridurre le infezioni durante il ritorno al nido e a scuola
Non è possibile evitare ogni contagio, ma alcune semplici misure possono ridurre la trasmissione dei principali agenti infettivi.
I lavaggi nasali servono davvero?
I lavaggi nasali con soluzione fisiologica possono aiutare a fluidificare e rimuovere le secrezioni quando il bambino è raffreddato. Nei lattanti, che respirano prevalentemente attraverso il naso, liberare le narici può facilitare la poppata e il riposo.
Non devono però essere presentati come un sistema capace di “disinfettare” il naso o impedire la moltiplicazione di virus e batteri. Le evidenze sulla capacità delle irrigazioni saline di modificare la durata delle comuni infezioni respiratorie sono limitate e non sempre concordi.
Quando il bambino non ha secrezioni o difficoltà respiratorie, i lavaggi di routine potrebbero non essere necessari. Nei neonati e nei bambini molto piccoli è importante utilizzare prodotti adatti all’età e seguire la tecnica indicata dal pediatra, evitando manovre eccessivamente energiche.
Quanto è importante lavare le mani?
Il lavaggio delle mani con acqua e sapone è una delle misure più efficaci per limitare la diffusione delle infezioni respiratorie e gastrointestinali.
Le nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’igiene delle mani negli ambienti comunitari indicano che questa pratica contribuisce a ridurre le malattie diarroiche e le infezioni respiratorie acute. Anche i programmi dedicati all’igiene delle mani nei servizi per l’infanzia possono diminuire le malattie e le giornate di assenza.
Le mani dovrebbero essere lavate soprattutto:
- prima di mangiare;
- dopo aver usato il bagno;
- dopo il cambio del pannolino;
- dopo essersi soffiati il naso;
- dopo aver tossito o starnutito;
- al rientro a casa;
- prima e dopo aver assistito un familiare malato.
Gli adulti devono aiutare i bambini più piccoli, trasformando il lavaggio delle mani in un’abitudine quotidiana.
Perché bisogna evitare il fumo passivo?
Il fumo passivo non è causato da virus o batteri, ma rappresenta comunque un importante fattore di rischio per la salute respiratoria dei bambini.
L’esposizione al fumo di tabacco è associata a un maggiore rischio di infezioni respiratorie, asma e otiti. Può inoltre irritare le mucose e aggravare disturbi respiratori già presenti.
È quindi fondamentale non fumare:
- in casa;
- in automobile;
- sul balcone vicino a porte o finestre aperte;
- negli ambienti frequentati dal bambino.
Aprire una finestra o fumare in un’altra stanza non elimina completamente l’esposizione. La scelta più sicura è mantenere tutti gli ambienti frequentati dai bambini completamente liberi dal fumo.
Anche genitori e nonni possono ammalarsi?
Sì. I bambini possono portare a casa virus contratti al nido o a scuola e trasmetterli ai familiari attraverso il contatto ravvicinato, le secrezioni respiratorie, le mani o le superfici condivise.
Il contagio non è però “quasi certo”: il rischio cambia in base al microrganismo, alla durata dell’esposizione, alle condizioni di salute e alle misure preventive adottate. Alcuni virus respiratori, come il virus respiratorio sinciziale, possono essere acquisiti nelle strutture educative e successivamente trasmessi ai componenti della famiglia.
Quando un genitore si ammala è utile:
- lavare frequentemente le mani;
- evitare di condividere bicchieri, posate e asciugamani;
- coprire tosse e starnuti;
- arieggiare regolarmente gli ambienti;
- limitare, quando possibile, i contatti molto ravvicinati durante la fase più sintomatica;
- non fumare;
- rivolgersi al medico se i sintomi persistono, peggiorano o destano preoccupazione.
Farmaci e antibiotici devono essere assunti soltanto quando prescritti. Gli antibiotici, in particolare, non sono efficaci contro le infezioni causate da virus.
Domande frequenti sul rientro in comunità
Un bambino raffreddato può andare al nido?
Un lieve raffreddore, senza febbre e con buone condizioni generali, non richiede sempre l’assenza. Il bambino deve però riuscire a respirare, mangiare, dormire e partecipare alle attività senza bisogno di assistenza continua. È inoltre necessario rispettare il regolamento della struttura.
La tosse deve essere completamente scomparsa?
Non necessariamente. Dopo alcune infezioni respiratorie la tosse può durare più a lungo degli altri sintomi. È opportuno consultare il pediatra quando è intensa, peggiora, disturba il sonno, si associa a difficoltà respiratoria o persiste oltre i tempi attesi.
Come capire se il bambino è pronto a rientrare?
Le condizioni generali sono la guida principale. Il bambino dovrebbe essere vigile, attivo, ben idratato, senza febbre e capace di sostenere la normale giornata educativa.
Le regole sono uguali in tutti i nidi e in tutte le scuole?
No. I criteri di allontanamento e riammissione possono dipendere dalla patologia, dalle disposizioni regionali e dal regolamento della struttura. È consigliabile informarsi all’inizio dell’anno educativo.
Affrontare serenamente il ritorno al nido e a scuola
Il ritorno al nido e a scuola può comportare qualche infezione in più, soprattutto durante il primo periodo di frequenza, ma rappresenta anche un’importante occasione di crescita e socializzazione.
Vaccinazioni aggiornate, lavaggio delle mani, ambienti senza fumo, corretta gestione dei sintomi e rispetto dei tempi di guarigione aiutano a tutelare il bambino e l’intera comunità.
Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il consulto medico. In caso di dubbi, contatta un professionista sanitario.