STA ARRIVANDO BABBO NATALE!

di Elisabetta Piola, psicologa e collaboratrice di Associazione Psychè

Le luci e le decorazioni che colorano le città, le canzoncine nei negozi e in televisione, le pubblicità e quell’eccitazione e frenesia quasi palpabili che aleggiano per le strade sembrano volerci ricordare che anche quest’anno sta arrivando Natale con il suo indiscusso protagonista: Babbo Natale!
Per quelli di voi che hanno figli, però, l’entusiasmo per la festa imminente potrebbe essere guastato dalla comparsa di un dubbio comune, su cui almeno una volta ciascuno di noi si sarà fermato a riflettere: è giusto o sbagliato raccontare ai bambini la storia di Babbo Natale? E fino a che età possiamo lasciare che ci credano?

Il Natale è sicuramente una festa molto amata, in particolare dai bambini.
Ricordiamo tutti con grande nostalgia la trepidante attesa di Babbo Natale, l’entusiasmo nel trovare i regali sotto l’albero, la fretta nello scartarli insieme ai genitori e la gioia di giocarci con fratelli o cuginetti. Probabilmente ricordiamo soprattutto l’atmosfera quasi magica che si creava a Natale quando eravamo bambini, e che ora in qualche modo fatichiamo a rivivere con la stessa intensità.
La storia di Babbo Natale ha molti aspetti positivi, legati a questa sua incredibile capacità di emozionare, di generare stupore ed entusiasmo, così come alla capacità di trasmettere valori importanti, quali la generosità e la condivisione, che riescono a unire le famiglie, attenuare i conflitti e scaldare i cuori almeno in questo periodo dell’anno.
Come ricorda la psicologa Stefania Andreoli in un’intervista per La Stampa, la favola di Babbo Natale ha una straordinaria efficacia nel trasmettere il valore dell’attesa, del dono e della generosità ai bambini, utilizzando, come le altre favole, un linguaggio adatto alla loro età.
Tale racconto, oltre ad aiutarci a dialogare con i nostri figli e a condividere con loro questi valori, ci permette di trasmettere un’immagine del mondo particolarmente positiva, proteggendoli, temporaneamente, dai suoi aspetti negativi.
Il messaggio centrale veicolato dalla storia di Babbo Natale è infatti il seguente: il mondo è un posto bellissimo, fondamentalmente buono, colmo di amore e generosità.
Per quanto sia evidente anche ai più ingenui e sognatori che si tratti di una descrizione poco realistica, il presentare ai bambini un’immagine così positiva, quasi idilliaca, della nostra realtà, concede loro di entrare in contatto in modo graduale con i suoi aspetti meno piacevoli, man mano che acquisiscono le competenze cognitive necessarie per comprenderli (Gill e Papatheodorou, 2002).
Da quanto scritto finora emerge la concreta utilità di questa favola, che ci aiuta a comunicare insegnamenti importanti in modo semplice ed efficace. Tuttavia, il merito maggiore della favola di Babbo Natale è un altro ed è legato proprio al cuore del racconto: la MAGIA.

A lungo gli studiosi si sono concentrati sull’importanza, innegabile, dello sviluppo del pensiero logico nel bambino, a discapito della comprensione di un altro tipo di sviluppo, quello spirituale. La spiritualità, che non coincide necessariamente con la religiosità, va intesa come la capacità di dare un senso più profondo alle cose, di leggere dietro a ciò che è concreto, visibile (Lealman, 1986) e di comprendere appieno il qui ed ora, i misteri ed i valori (Hay, 2000).

Quel senso di stupore, di meraviglia, di entusiasmo che aleggiano intorno a Babbo Natale sono incredibilmente efficaci nel far crescere la spiritualità nei bambini.
Bisogna tenere inoltre presente che i nostri figli fin da piccoli imparano a distinguere realtà e immaginazione. Giocando a “fare finta di” o ascoltando storie di finzione imparano a figurarsi diverse possibili realtà, facendo un esercizio molto importante per il loro sviluppo cognitivo (Palmerini, 2016).
Perché, allora, continuano a credere incondizionatamente ad una storia assurda quale quella di Babbo Natale, anche quando iniziano a diventare più grandicelli?
Come ricordava la psicologa Jacqueline Woolley in un articolo su The Conversation (2016), il motivo è semplice: perché sono proprio i genitori a raccontarla.
I nostri figli ripongono in noi una grande fiducia, che messa insieme alla gioia, allo stupore e a tutte le emozioni e sensazioni positive che la favola di Babbo Natale porta con sé, mette a tacere anche i piccoli dubbi e le perplessità che il bambino già abbastanza presto comincia ad avere. E poi non solo i bambini ma, ammettiamolo, anche noi adulti, abbiamo bisogno di quel pizzico di magia che rende la nostra vita più stimolante.
Raccontare questa bugia però muove spesso vissuti negativi nei genitori, quali il senso di colpa per il tradimento della fiducia che i nostri bambini hanno in noi, e il senso di incoerenza perché mentendo stiamo probabilmente andando contro le stesse regole morali che cerchiamo di insegnare.
I risultati di alcuni studi sul tema sono tuttavia rassicuranti: forse grazie ai piccoli dubbi accumulatisi nel tempo che hanno reso graduale il passaggio verso la verità non sembrano esservi effetti negativi legati alla scoperta della verità su Babbo Natale.
In sintesi, dopo aver considerato alcuni degli aspetti positivi e negativi della favola di Babbo Natale, il nostro consiglio è: non priviamo i nostri bambini di questo entusiasmo, di questa trepidante attesa, di questa enorme gioia; lasciamo che ci credano e che sognino; lasciamo che vivano la magia del Natale e, perché no, magari possiamo tentare di riviverla anche noi!

Buon Natale!

 

Bibliografia:
Hay, D. (2000). Spirituality versus individualism: The challenge of relational consciousness, 1st International Conference on Children’s Spirituality, Chichester, UK
Lealman, B. (1986). Grottos, Ghettos and City of Glass: conversations about spirituality. British Journal of Religious Education 8(2), pp.65–71
Palmerini, C. (2016). La psicologia di Babbo Natale. Focus, Italia
Papatheodorou, T. e Gill, J. (2002). Father Christmas: Just a story?. International Journal of Children’s Spirituality, 7:3, 329-344
Salemi, R. (2011). Babbo Natale, è giusto o sbagliato dire ai figli che non esiste?. La Stampa, Italia

Sitografia:
https://www.focus.it/comportamento/psicologia/buone-feste-la-psicologia-di-babbo-natale
https://www.lastampa.it/cultura/2011/12/19/news/babbo-natale-e-giusto-o-sbagliato-br-dire-ai-figli-che-non-esiste-1.36914832
https://theconversation.com/why-children-believe-or-not-that-santa-claus-exists-70518

 

 

22/12/2021