L’uso degli smartphone ha raggiunto ormai una diffusione capillare tra tutte le classi di popolazione: dai giovani e giovanissimi fino agli anziani. Da un lato i benefici sono dati dalla possibilità di comunicare tempestivamente, ad esempio, per sapere dov’è il proprio figlio, o le condizioni di salute del nonno, o la richiesta d’aiuto in caso d’incidente o di pericolo. Dall’altro esiste tutto il mondo che è racchiuso in un oggetto che consente di conoscere, comunicare e curiosare in un ambiente virtuale dove è ormai difficile capire se ciò che si vede o si sente è reale o frutto di manipolazione da intelligenza artificiale.
Soprattutto i giovani sono spesso, e in un gran numero di soggetti, fortemente dipendenti dall’uso e dalla necessità di restare vincolati al cellulare (si definisce nomofobia).
Questo per la vista può diventare un problema, anche serio, poiché i nostri occhi si sono evoluti dalla preistoria per attività diversificate, da lontano e da vicino, e non per restare fissi su un piccolo schermo luminescente a corta distanza.
Se poi a questo stress visivo si sottopongono ragazzi in età scolare, la cosa è oltremodo complessa. L’occhio completa la sua evoluzione dopo i vent’anni. Durante questo periodo uno stile di vita oculare con scarsità di sport e attività all’aria aperta frequente, comporta inesorabilmente una stimolazione all’insorgenza e all’aggravarsi di miopia o difetti anche astigmatici.
La sedentarietà e l’uso continuo di computer e strumenti elettronici non stimolano la plasticità degli occhi che, invece, devono periodicamente variare la loro possibilità e capacità di messa a fuoco.
Sarebbe comunque auspicabile che i bambini, almeno fino all’età di 8 – 9 anni, non usassero smartphone come sostituti di giochi manuali e creativi, o come supplenti del ruolo di controllo e dell’attenzione dei genitori. Devono essere, inoltre, posti dei limiti di orari di utilizzo giornaliero della durata che sia la più breve possibile.
Ricordiamo che è stato accertato e confermato che disturbi somatici, ansia, depressione, solitudine, insonnia e mancanza di concentrazione sono sempre legati e messi in relazione all’uso esagerato e continuo di cellulari.
Fondamentale il consulto con un Medico Oftalmologo, anche frequente, se sono già presenti i sintomi della miopia o dei disturbi della visione come affaticamento, bruciore, arrossamento e fluttuazione della vista, che individui e prescriva la correzione di occhiali da usare a permanenza, per evitare di aggravare rapidamente il disturbo.
dott. Mario Parma 14-4-2026